| Nel caso di coperture piane inverdite, i sistemi di impermeabilizzazione
debbono essere realizzati da aziende specializzate, che oltre a garantire
un' esecuzione a regola d'arte, utilizzino tecniche e materiali specifici
per evitare il rischio, nel tempo, di costosi interventi di riparazione. Si
dovranno utilizzare manti speciali, che oltre a conferire la necessaria
impermeabilità, oppongano una sufficiente resistenza all'aggressione chimica
ed alla penetrazione delle radici.
Le nostre esperienze a riguardo, ci hanno portato ad escludere l'utilizzo di
membrane tradizionali (costituite da materiali nutrienti per i vegetali),
orientandoci ad una selezione di membrane che per la loro particolare
composizione e armatura, resistano ad una azione chimica e microbiologica
del terreno, e che nel contempo, impediscano il passaggio dell'apparato
radicale delle piante utilizzate.
A tale scopo ci avvaliamo di due tipi di membrane impermeabilizzanti, a
seconda del tipo di struttura, delle caratteristiche del supporto e della
tipologia di inverdimento.
Normalmente tendiamo ad impiegare membrane sintetiche in monostrato, a base
di PVC o Poliolefine, applicate in indipendenza rispetto al supporto,
saldate con sistemi termici, ad aria calda. Queste membrane hanno la
caratteristica di una elevata elasticità, consentono di eseguire saldature
molto resistenti ed inoltre sono prodotte con elastomeri ritenuti repellenti
dalle radici.
In altri casi, dove realizziamo inverdimenti a basso spessore, e riteniamo
necessario utilizzare un sistema applicativo di semi-aderenza al supporto,
utilizziamo membrane costituite da bitume-polimeri o bitume-elastomeri,
applicate in doppio strato, con caratteristiche di mescola particolarmente
resistenti alle radici grazie ad uno speciale additivo chimico (estere
poliglicolico di acido grasso fenossilato), caratteristiche mantenute anche
nelle parti investite dalla sfiammatura in occasione della saldatura di
sovrapposizione.
Entrambe le tipologie di membrane sono garantite da prove di laboratorio e
di test effettuati sul campo, che ne attestano la validità di impiego per
questi specifici casi di impermeabilizzazione, ed hanno a supporto
certificazioni rilasciate dai maggiori istituti di verifica.
Si deve inoltre considerare che altri rischi possono compromettere la tenuta
impermeabile della copertura a verde, e sono rischi derivati dalle
lavorazioni seguenti necessarie al completamento del giardino ( drenaggii,
substrati, pavimentazioni ecc), o da sollecitazioni continue e permanenti,
dovute alla pressione per il ristagno dell'acqua, oggetti appuntiti del
terriccio, calpestio ecc. Si deve pertanto necessariamente aggiungere al
manto impermeabilizzante, uno strato di "protezione meccanica", che per
ulteriore efficacia, dovra' anch'esso opporsi alle radici delle piante che
tendono a dirigersi verso il basso. A tale scopo utilizziamo uno speciale
telo in polietilene, particolarmente resistente al punzonamento, di
consistente spessore, saldabile sulle sovrapposizioni e soprattutto indicato
quale strato antiradice. |

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